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Ah ma come suona quel Vinnie Paul… Ah ma quanto sono buone quelle birre di Jester King…

Ah ma come suona quel Vinnie Paul… Ah ma quanto sono buone quelle birre di Jester King…

Partendo da una reinterpretazione del famoso giornalista sportivo Maurizio Mosca, che era solito elogiare i grandi campioni con la sua celebre frase: “Ah ma come gioca quel…”, oggi vi parleremo delle storie di due coppie di fratelli dagli occhi di ghiaccio che hanno, in diversi ambiti, rivoluzionato il Texas. 

Iniziamo parlandovi dei fratelli Abbott, meglio conosciuti come Vinnie Paul e Dimebag Darrell, co-fondatori nei primi anni ’80 della heavy metal band “Pantera”. 

Originari di Arlington, i due texani erano già attivi fin dall’inizio degli anni ’80, durante i quali pubblicarono tre album in stile heavy metal melodico, non riscuotendo però grandi consensi da parte del pubblico. 

Nel 1987, con l’avvicendamento dietro al microfono tra Terry Glaze e Phil Anselmo, la band ha un cambio di rotta verso sonorità più estreme tipiche del sound della “Bay Area”, tanto in voga in quegli anni.

Il primo disco pubblicato con Anselmo fu “Power Metal”, ma solo con l’album del 1990 “Cowboys from Hell” la band dei fratelli Abbott diventa la capostipite di ciò che verrà definito in seguito “groove metal”.

Il sound prodotto dalla band si fa estremo, a tratti cadenzato, e di una pesantezza massacrante: le ritmiche di Vinnie Paul, i riff di Dimebag e le linee di basso di Rex Brown creano infatti un impatto sonoro mai sentito in precedenza.

È proprio sullo studio dei suoni e delle ritmiche che i fratelli Abbott costruiscono  il successo che da lì a poco li renderà famosi in tutto il mondo. 

Brani come “Cowboys from Hell”, “Psycho Holiday”, “Domination” e l’immortale classico “Cemetery Gates” sono solo l’inizio della sperimentazione sonora e ritmica del gruppo, in particolar modo del drumming di Vinnie Paul, che inizia a sperimentare nuove tecniche di utilizzo della doppia cassa. 

Con il successivo album “Vulgar Display of Power” i Pantera raggiungono, a detta di chi scrive, l’album più completo della loro carriera, un vero e proprio emblema di groove metal che agisce da spartiacque tra il trash metal anni ’80 di band come Metallica e Slayer, ed il nu metal di fine anni ’90 di una nuova ondata di band statunitensi come Korn, Limp Bizkit, e Slipknot. 

Pezzi quali “Fucking Hostile”, “This Love”, “Mouth for War” e la mastodontica “Walk” (che diventerà l’inno del gruppo), rimangono nel cuore di tutti gli appassionati di questo genere musicale e sono stati fonte di ispirazione per le successive generazioni. 

Dopo il grande successo ottenuto con la pubblicazione di “Vulgar Display of Power”, la band parte per un lungo tour mondiale e successivamente, nel 1994, pubblica il suo ultimo album di grande successo: “Far Beyond Driven”. 

Di questo album pezzi come “I’m Broken” e “5 Minutes Alone” non mancheranno mai nelle loro set list, ma a mio modo di vedere è con “Becoming” (a proposito di innovazione, ascoltatevi e riascoltatevi le ritmiche di doppia cassa di questo pezzo, che ogni batterista dovrebbe studiare e prendere ad esempio) che il gruppo consacra la propria paternità del groove metal. 

Mentre la carriera della band texana volge al termine nei primi anni 2000, un’altra coppia di fratelli proveniente da Austin (Texas) è protagonista (a partire dal 2010) di un’altra rivoluzione, questa volta non in campo musicale ma in campo birrario.

Stiamo parlando dei fratelli Jeffrey e Michael Stuffings, co-fondatori del birrificio texano Jester King.

Guidato dal birraio Jeffrey e coadiuvato dal fratello Michael e da Ron Extract, Jester King è un birrificio giovane, partito subito a grande velocità cimentandosi nella produzione di diversi stili birrari. 

Se da un lato risulta essere rivoluzionario per metodo e per concezione delle proprie birre, dall’altro sarà protagonista del superamento della regolamentazione obsoleta TABC (Texas Alcohol and Beverage Commission) sulla produzione e la somministrazione di alcolici nello stato del Texas.

Infatti, a quanto pare, è molto più facile acquistare un Winchester e girare armati per le strade di Dallas che non vendere birra all’interno del proprio birrificio, o al di fuori di esso nel caso di un brewpub. 

La rivoluzione del birrificio si muove parallelamente alla stessa velocità su due fronti.

Su quello prettamente birrario, dopo una serie di sperimentazioni, i ragazzi di Jester King decidono dal 2013 di spostare il loro focus esclusivamente sulle fermentazioni miste e spontanee, in onore alle loro grandi passioni belghe.

Inoltre, dal 2015, dopo aver acquistato altri 58 acri di terreno nei quali vengono coltivati frutta e verdura, diventano una vera e propria “Farmhouse Brewery”.

Sul fronte legislativo ottengono, sempre nel 2013, il permesso di avere una tasting room all’interno del birrificio, cosa in precedenza assolutamente vietata dalla legge, che permetteva solamente di offrire degli assaggi gratuiti abbinati alla visita guidata dell’impianto. Contemporaneamente chi è in possesso di una licenza come brewpub ottiene la possibilità di vendere le proprie birre da asporto a clienti o distributori, per la commercializzazione dei propri prodotti all’interno ed all’esterno dello stato.

Così facendo i birrai texani, amanti del metal estremo, hanno acquisito in pochi anni dalla loro nascita un hype di livello mondiale, grazie anche alla partecipazione in tanti festival europei ed alle successive collaborazioni. 

Questo ha fatto sì che le loro birre divenissero in poco tempo ambite dai beer geek di tutto il mondo, disposti a fare anche file di ore per acquistarne alcune.

Birre come la “Spon” (100% fermentazione spontanea, assemblata successivamente in blend di 3 anni, così come si fa con le Gueuze), le varianti della “Atrial Rubycite” (birra acida ai lamponi, maturata in legno), la “Black Metal” (Farmhouse Imperial Stout) e tutte le nuove produzioni sono diventate ben presto oggetto di culto da parte di tutti gli appassionati di birra, di musica metal ed anche di design, grazie alla spettacolarità delle etichette che spesso e volentieri sembrano vere e proprie opere d’arte.

Qui a Birragogo amiamo profondamente il Texas, sia musicalmente che birrariamente, e vi offriamo una vasta selezione del birrificio di Austin, che tanto ci ha entusiasmato fin dal primo sorso, bevuto nel lontano 2013 ad un festival in Olanda.

Stappiamo dunque una bottiglia, degustiamola con “Walk” in sottofondo, e poi via di headbanging e sigaro, proprio come avrebbero fatto Vinnie Paul e suo fratello Dimebag!

Eccovi tutti i nostri prodotti di Jester King!