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BEER MAIDEN UK (Seventh Beer of a Seventh Brewery) Part III

BEER MAIDEN UK (Seventh Beer of a Seventh Brewery) Part III

Lasciata Buxton mai e poi mai avremmo pensato di imbatterci in una storia così buffa, ma talmente buffa che ha quasi dell’inverosimile, anche se ci sono dei riferimenti storici che ne provano la veridicità, almeno di una parte… Tutto il resto è affidato alla fantasia ed ai racconti di un navigato publican (o “Landlord”, come lo chiamano da queste parti) che ha avuto l’abilità di intrattenerci coi suoi racconti, e la malizia di abbeverare dei giovani avventori in una giornata piovosa nel West Yorkshire.

Facciamo un piccolo passo indietro: c’eravamo salutati in quel di Buxton, dopo essere stati letteralmente cacciati dal pub, mentre eravamo alla ricerca di un mezzo di trasporto che ci permettesse di raggiungere la nuova destinazione del “Seventh Beer of a Seventh Brewery Tour”. 

Contro tutte le avversità, rappresentate dalle intemperie e dalla cancellazione dell’ultimo treno in partenza dalla stazione di Buxton, siamo stati soccorsi da un camionista, che si è offerto di condurci fino a Keighley, piccola cittadina del West Yorkshire.

Il camion stesso, proveniente da Birmingham e di proprietà dei Peaky Blinders, era un fatiscente residuato bellico, capace a malapena di trasportare il carico di whisky di cui era stato gravato, ma abbiamo cercato di accamparci alla bell’e meglio nel cassone per proseguire il viaggio.

Una volta a destinazione, l’autista (di nome Arthur) ci ha indirizzato verso una locanda nella quale poterci ristorare e riparare dalla pioggia incessante…

Appena entrati al “Lord Rodney” veniamo accolti da un anziano rocker con baffi a manubrio, basettoni ed un caratteristico neo sulla guancia, che regge un bicchiere di whisky in mano e si rivolge a noi con una caratteristica voce roca.

Sistemate le scartoffie per registrarci ed ottenere alloggio, ci presentiamo al proprietario come “amici di Arthur di Birmingham”, al che, non si capisce bene per quale motivo, l’atteggiamento del burbero oste cambia radicalmente nei nostri confronti, e veniamo fatti accomodare vicino al camino, nella sala privata del pub. 

Senza fiatare e chiedere alcunché ci ritroviamo con tre pinte ed uno shot di whisky serviti sul tavolo. 

Il padrone di casa (Landlord, appunto, come dicevamo sopra), probabilmente anch’esso provato dalla nottata precedente, si accomoda con noi ed incomincia a raccontare alcune avventure della sua giovinezza. 

I racconti vertono su sbronze colossali a base di ottima ale, whisky (anche delle peggiori distillerie), orge, groupies, e concerti in giro per il mondo (si vantava di essere il frontman di una nota rock band anglosassone, i Motörhead). 

Fra le varie storie che ci racconta una alquanto strana, anche se supportata da una foto appesa sopra al camino, ha catturato la nostra attenzione: quando, in una notte di novembre del 2003, dinnanzi al camino di fronte al quale noi stessi ci trovavamo in quel momento, si sono incontrati la nota artista e pop star Madonna (che era appena stata protagonista di un bacio saffico con Britney Spears e Christina Aguilera, durante la serata finale degli MTV Music Awards, sulle note di “Like a Virgin”), e la “Vergine di Ferro” per antonomasia, cioè la band degli Iron Maiden al gran completo.

Il nostro bardo racconta di una performance acustica, svoltasi proprio in quella sala da alcuni membri dei Maiden con la collaborazione della pop star, mentre soddisfacevano le proprie ugole assetate con dell’ottima birra locale.

Ora, noi non sappiamo se questo episodio sia accaduto veramente o sia solo frutto della fantasia e dei fumi dell’alcol che annebbiavano la mente del nostro interlocutore, ma di certo c’è che in quell’anno i Maiden hanno pubblicato l’unica ballad acustica della loro storia, ovvero “Journeyman”, la storia di un viaggiatore che affronta con coraggio e malinconia le intemperie della vita.

La seconda cosa certa è che sempre in quell’anno l’artista statunitense ha pubblicato un libro di fiabe per bambini (da leggere appunto davanti ad un camino), ed a supportare ancor di più la tesi del nostro oste vi è il fatto che in un’intervista rilasciata dalla pop star a Jonathan Ross ha dichiarato “La Landlord di Timothy Taylor’s è la mia birra preferita”.

Casualità vuole che il pub in cui ci trovavamo era proprio della famiglia Taylor, che la birra che anche noi stavamo bevendo fosse la Landlord, e che ci trovavamo nella città natale del birrificio stesso.

Il birrificio Timothy Taylor’s, fondato nel 1858 dall’omonimo capostipite, risiedeva originariamente nella zona di Cook Lane, e si trasferì in locali più grandi nella zona di Knowle Spring, sempre a Keighley, nel 1863, dove ancora si trova attualmente.

Birrificio a conduzione familiare, utilizza da sempre, per la produzione delle proprie birre, acqua proveniente dal pozzo artesiano Knowle Spring, luppoli coltivati nei dintorni del paese e lieviti il cui ceppo originario proveniva dalla Oldham Brewery del Lancashire. 

Tra le creazioni di casa Taylor’s, il cui slogan iniziale era “For men of the north”, ricordiamo la “Landlord”, quattro volte campione al GBBF di Londra, la “Boltmaker” e la “Knowle Spring”. 

La prima fu inizialmente creata per i minatori residenti nei dintorni della cittadina e per competere con la più famosa “Barnsley Bitter” del birrificio Oakwell. 

Landlord veniva prodotta originariamente solo in cask ed era disponibile nei pub di proprietà del birrificio o come guest ale in altri pub del West Yorkshire. Successivamente venne prodotta in bottiglia, e resa disponibile solo in alcuni supermercati limitrofi e nello shop online del birrificio.

Dal 2003, dopo la dichiarazione di Madonna, la Landlord è diventata velocemente famosa ed ampiamente disponibile in cask nei pub al di fuori della contea, e quindi in bottiglia anche per l’esportazione verso altri paesi.

Il caso vuole che l’imbottigliamento (della Landlord ma non solo) viene affidato in appalto alla Robinson’s Brewery, birrificio dove producono le loro birre anche gli Iron Maiden… 

La seconda, precedentemente conosciuta col solo nome di “Timothy Taylor’s Best Bitter” e solo recentemente rinominata “Boltmaker” è diventata all’oggi una delle più conosciute, apprezzate e diffuse Bitter di tutto il Regno Unito.

La terza, “Knowle Spring”, è dedicata alla sorgente d’acqua che supporta tutta la produzione del birrificio, e rappresenta la birra più facile, rinfrescante e beverina fra tutte quelle a marchio Timothy Taylor’s. 

Sicuramente qualcosa di vero, in tutta questa storia, c’è… Casualità, incontri, incroci, pubblicazioni, eventi… Fatto certo è che dal 2003 il birrificio ha cominciato a vivere una nuova era ed è velocemente salito alla ribalta internazionale, tanto che lo slogan originario “For men of the north” è stato modificato in “Originally brewed for the men of the north, now loved by everyone”.