Che birra stai cercando?

Cerca per

Birra bionda o chiara? Definizione, ingredienti e gradazione

Birra bionda o chiara? Definizione, ingredienti e gradazione

Birra bionda o chiara? Qual è la definizione corretta? Con quali ingredienti è fatta? Fino a che grado alcolico può arrivare? Continua a leggere perché ti svelerò tutto questo e altro ancora.

Prima di cominciare, però, inizio con il dirti che birra bionda e birra chiara non sono sinonimi. Per birra chiara si intende una macro categoria che include le birre bianche e quelle bionde. Quindi quando al pub chiedi una bevanda chiara, potrebbe tranquillamente arrivarti una Blanche e tu volevi una Pils.

Il nostro mantra è sempre “l’importante è che le birre siano buone e artigianali”, ma ce ne sono così tante che qualche nozione in più ti sarà di aiuto nella scelta. Scopriamo insieme le caratteristiche della birra bionda, gli ingredienti con cui è fatta e qualche informazione sulla gradazione alcolica.

Caratteristiche

La caratteristica che subito salta all’occhio quando ci troviamo davanti ad un bel bicchiere di birra bionda è il colore. Che sia di un bel giallo o di un dorato intenso, quando la vediamo lì, fresca, con il suo bel cappello di schiuma leggera e vaporosa, fa davvero gola. Soprattutto in una calda giornata estiva o al bancone del bar con gli amici. Sulla scala EBC, European Beer Color, utilizzata per definire il colore della birra, la birra bionda copre le sfumature di colore che vanno dal 4 al 25.

Rispetto alle birre rosse, la birra bionda viene solitamente prodotta con una quantità inferiore di luppolo e va da sé che non sarà una bevanda amara. La combinazione degli ingredienti fa sì che il sapore del malto non sia molto intenso e lasci spazio agli aromi dei lieviti, a quelli fruttati del luppolo e ai sentori di pane e miele. Quando una birra bionda si avvicina ai 25 EBC, e quindi ad un giallo piuttosto carico, iniziamo a percepire anche il caramello.

Gli ingredienti sono anche i primi responsabili della schiuma che ricopre la birra bionda e ne preserva intatte tutte le proprietà organolettiche. Puoi anche farti una chiacchierata al telefono e lasciare la tua birra bionda sul tavolo. Al tuo ritorno la troverai ancora perfetta. La corposità della schiuma dipende dalla quantità di malto utilizzata dal mastro birraio durante il processo di produzione della birra: più malto utilizza, più corposa sarà la schiuma. Il luppolo invece dona alla schiuma persistenza.

La schiuma dipende anche dallo stile brassicolo e dalla nazione in cui viene prodotta la bevanda luppolata. Prendiamo ad esempio le birre belghe d’abbazia bionde. Secondo questa scuola la schiuma deve essere compatta e pannosa, persistente a tal punto da lasciare dei cerchi sul bicchiere man mano che la bevi.

Ingredienti

Gli ingredienti della birra bionda sono quelli utilizzati per qualsiasi altro tipo di birra:

  • acqua,
  • malto d’orzo,
  • luppolo,
  • lievito
  • eventualmente altri cereali, zucchero e aromi naturali.

L’ingrediente che gli dona quel bel colore giallo o dorato è il malto d’orzo utilizzato. Dopo il consueto processo di maltazione dell’orzo, i chicchi vengono tostati ad una temperatura massima di 80 °C. Il malto rimane piuttosto chiaro e, una volta messo in infusione nell’acqua, trasferisce alla birra colori piuttosto blando e luminoso.

La birra bionda viene prodotta con malti base chiari come:

  • il pilsner: usato come base per molte birre, ha un sapore delicato ed è molto chiaro;
  • il pale: di origine britannica, ha un colore leggermente più scuro rispetto al malto pilsner e un aroma più caramellato;
  • il pale ale: usato soltanto per birre prodotte in stile anglosassone, è più scuro del malto pale.

Alcune birre bionde vengono prodotte anche con malti speciali, chiamati in questo modo perché sottoposti a trattamenti ulteriori che gli conferiscono delle note particolari che difficilmente i mastri birrai potrebbero ottenere in altro modo. Ad esempio, il malto chiaro acidulato viene prodotto favorendo la proliferazione di batteri lattici nella fase di germinazione dell’orzo. Quello che si ottiene è un malto che abbassa il pH del mosto e dona una nota acidula alla bevanda. Viene utilizzato per realizzare alcune birre bionde in stile tedesco per alleggerirle e dargli un sapore più fresco.

Grado

Il grado alcolico delle birre bionde si aggira per lo più fra 4 e 5% in volume. Queste birre si lasciano bere molto facilmente grazie alla loro morbidezza e al loro aroma bilanciato. Sono bevande alquanto delicate, a volte con sentori di caramello e di miele. Queste sue caratteristiche rendono le birre bionde adatte ad accompagnare diversi tipi di piatti senza rovinarne il gusto. Quante volte sei andato in pizzeria e hai ordinato una 0,4 di birra bionda fresca? Questo tipo di bevanda accompagna piacevolmente la pizza, non copre i sapori degli ingredienti, ti rinfresca, ti pulisce la bocca e la prepara per gustare il morso successivo. Sono birre bionde talmente delicate da creare un matrimonio perfetto anche con piatti delicati come il sushi o le tartare di pesce.

Non mancano comunque birre bionde con una gradazione alcolica più alta. Pensa alle Bock bionde tedesche, birre extrastrong ottenute a bassa fermentazione. Hanno un aroma più intenso di malto e un tasso alcolico leggermente più alto rispetto alla media che oscilla fra il 6 e il 7% in volume.

Ci sono anche birre bionde che superano il grado alcolico dell’8%. Birre belghe bionde come le Tripel hanno un sapore più intenso e possono raggiungere anche il 10% in volume. Poi ci sono le Belgian Strong Ale bionde in cui il grado alcolico diventa ancora più forte. Sono birre dal sapore più deciso che possono raggiungere e superare il 12% in volume.