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Catch the Rainbow

Catch the Rainbow

Tutti noi, da bambini, abbiamo avuto un sogno nel cassetto: chi voleva diventare un dottore, chi un astronauta, chi Indiana Jones, chi un calciatore di fama mondiale. Il sogno del piccolo Henok, tanti anni fa, era quello di fare il pasticciere. Se i suoi avi, invece di emigrare nella fredda e gelida Svezia si fossero trapiantati nelle colonie del Nuovo Mondo, probabilmente il bambino col gelato sempre in testa sarebbe diventato capo pasticciere di uno dei più noti Pastry-BrewPub della costa est. Stiamo parlando ovviamente di Decadent Ales, di Mamaroneck, NY, piccolo brewpub dedito alla realizzazione di birre super fresh, molto hype, che utilizzano nelle loro ricette il meglio degli ingredienti (tra cui ovviamente i luppoli) presenti sul territorio nazionale e nella pasticceria adiacente al birrificio. Sebbene alcune di queste realizzazioni possano sembrare alquanto bizzarre ed istrioniche, per l’utilizzo di alcuni ingredienti non proprio tipici della produzione brassicola, il risultato finale è invece di strabiliante fattura, mantenendo un alto tasso di “International Bitter Units”, come stile comanda, ed allo stesso tempo caratterizzando il prodotto e rendendolo unico tramite l’utilizzo di ingredienti più tipicamente abbinabili alla produzione dolciaria.

Dopo questa piccola digressione di “mastrotiana” memoria, torniamo alla storia del nostro piccolo pasticciere e dei suoi sogni d‘infanzia.

Henok inizia la sua carriera “dolciaria” nel 2011 fondando, insieme al designer Karl Grandin, quello che da lì a breve sarebbe diventato uno dei birrifici più hype e trendy nel fantastico mondo dei beer park, amato sia dai grandi che dai piccoli.

Il primo esperimento è una collaborazione, chiamata “Brewmance”, del 2013, prodotta insieme a To Ol, ma è l’anno successivo che, sempre negli impianti di De Proef, in Belgio, il sogno del bambino si realizza, producendo la sua prima birra “disneyana”, chiamata Hypnopompa, con marshmallow e baccelli di vaniglia tahitiana.

Il passo tra il sogno e la realtà è molto breve, infatti il piccolo Henok brucia subito tutte le tappe: sempre nel 2014 entra a far parte del “The International Rainbow Project”, voluto dall’Head Brewer di Siren Craft Brew, Rian Witter-Merithew. Nato nel 2013, il progetto include i sette birrifici del Regno Unito preferiti da Rian, ognuno associato ad un colore dell’arcobaleno. Dall’anno seguente i birrifici diventano invece quattordici, la metà inglesi, gemellati con altrettanti europei. Proprio in questi sette europei entra a far parte anche Omnipollo, che insieme ai sassoni di Buxton andrà a produrre per quell’anno una delle migliori birre dell’intero progetto, diventata anche famosa per la sua particolare label e per la sua storia. Il colore scelto dalla strana coppia di Una Poltrona Per Due – Colin Stronge, inglese, e Henok Fentie, svedese di origini africane – è il giallo, Yellow, probabilmente selezionato dal giovane birraio svedese, rimasto scioccato da alcuni sondaggi politici di quei giorni, che vedevano il partito fascista svedese Sverigedemokraterna al 40% dei consensi. Ma perché il giallo? Perché nei paesi del nord Europa rappresenta la vigliaccheria, e da lì prende il nome la birra “Yellow Belly”, che in inglese indica una persona priva di coraggio, un vigliacco, appunto. Scelto il nome non restava che produrre la birra e realizzare un artwork all’altezza. Il compito di realizzare il concetto grafico viene affidato all’art designer Karl Grandin, fra l’altro socio di Henok, che decide di incartare la bottiglia in modo da rappresentare un cappuccio del Ku Klux Klan. Immagine forte? Messaggio provocatorio? Per il team della Yellow Belly – Imperial Stout nera come il petrolio – semplicemente il più rappresentativo simbolo della vigliaccheria umana.

La birra, si presenta come un panzer del genere, prodotta con aromi di biscotti e arachidi, lattosio, fave di cacao e vaniglia. Diventa ben presto un oggetto di culto e di collezionismo, soprattutto tra i beer geeks del nord Europa. Da lì a breve seguirà anche una versione barrel aged, sempre più in tema “pastry”, chiamata “Yellow Belly Sundae”, che pone la ciliegina sulla birra, così come la ciliegina viene posta sul Sundae, famoso dessert di origine statunitense, composto da una base di gelato ricoperta di panna montata, granella di arachidi, sciroppo d’acero e ciliegina, per l’appunto.

Conquistata la stella da pasticciere, Henok, il bambino goloso, è diventato ben presto uno dei birrai più stimati e contemporaneamente odiati di tutto il panorama brassicolo mondiale. Le sue birre, divenute famose in tutto il globo, registrano spesso il sold-out in pochissime ore nella maggior parte dei festival nei quali si presenti il carrello dei dolci di Omnipollo.

Rainbow Project Back Home for its Final Outing: nell’agosto del 2018 viene annunciate il “back home” del progetto Rainbow, che torna al formato dell’edizione 2014, dopo aver visto partecipare nel 2015 e nel 2017 sette birrifici inglesi gemellati con sette americani, e nel 2016 sette inglesi con sette neozelandesi. A questo progetto riprendono parte gli “Yellow Boys” di Buxton ed Omnipollo, per brassare il capitolo finale delle saga Yellow Belly. Nasce così “Yellow Belly Ceased & Desisted Final Batch”, della quale trovate una descrizione qui.

E come disse Willy Wonka: “ Il passo dal Sundae al Gelato, è cosa presto fatta”, e così la Premiata Pasticcieria anglo-svedese, dopo la produzione di un fantastico dessert, ha dato il “la” ad una nuova collaborazione, denominata “Original Ice Cream”. Nasce quindi la Ice Cream Pale Ale, primo gusto di gelato della serie, che continua con la Cloudberry Ice Cream IPA (Gelato Omnipolliano con avena, lattosio, vaniglia e lampone artico Camemoro), e va avanti con la Original Lemon Meringue Ice Cream Pie, la Original Raspberry Meringue Ice Cream Pie, la Chocolate Ice Cream Brown Ale  e le Imperial Stout Original Texas Pecan Ice Cream (Gelato Omnipolliano con salsa al caramello) e Original Rocky Road Ice Cream (Gelato Omnipolliano con marshmallow, fave di cacao e baccelli di vaniglia).

La label realizzata per l’occasione dall’ormai noto Karl è molto esplicativa e rappresenta una simpatica versione stilizzata del tipico Ice Cream servito nella maggior parte delle gelaterie del nord Europa. A rafforzare la pasticcieria omnipolliana, nella loro personale tap room di Stoccolma – The Omnipollo’s Hat – le loro produzioni più pastry vengono servite direttamente da una sorbettiera, riproducendo e rendendo più veritiero il concetto di gelato, nel bicchiere.

Questa serie di collaborazioni, iniziata nel 2014 e che continua ancora oggi, arriverà a confezionare gelati luppolati di tutti i gusti per soddisfare tutti i palati dei beer geek più golosi, in cerca di nuovi badge e di ritrovare le emozioni che provavano da bambini, entrando al Luna Park e chiedendo al papà uno stecco di zucchero filato.

Alle prossime mirabolanti avventure di Henok “Wonka” Fentie e del Mastro Oompa-Loompa di Buxton.