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Natale con i tuoi, a Pasqua con chi sei costretto, e si spera a Ferragosto con chi vuoi… Nel frattempo allieta Pasqua e Pasquetta con un vertical tasting da mille ed una notte…in quarantena!

Natale con i tuoi, a Pasqua con chi sei costretto, e si spera a Ferragosto con chi vuoi… Nel frattempo allieta Pasqua e Pasquetta con un vertical tasting da mille ed una notte…in quarantena!

Allora, che Natale sia il 25 di dicembre lo sappiamo tutti. Ma la Pasqua, con quel calcolo strano che nessuno sa mai fare a mente, cade sempre quando meno te lo aspetti. E allora, mi dico io, con tutti i casini che ci sono in questo periodo, non potevano un po’ sbagliare i conti e metterla più avanti? (senza offesa eh, si scherza) 

Fatta questa riflessione un po’ blasfema, siamo arrivati, nonostante il COVID-19 e la quarantena che ci costringe a rimanere chiusi nelle nostre abitazioni (talvolta anche in compagnia di persone poco gradevoli), alla Settimana Santa, che precede la Santa Pasqua, ma soprattutto alla famigerata e fin troppo spesso fantozziana grigliata di Pasquetta (tanto piove sempre dai, lo sappiamo), che quest’anno purtroppo, per molti di noi, voi, essi, coloro e quant’altro, non prevederà la classica sbronza in compagnia di amici (parenti anche no dai), di fianco alla brace sulla quale piove sfrigolando il grasso della griglia, a suon di birracce commerciali comprate a casse, ma sarà sostituita da una giornata passata se va bene in terrazzo, magari insieme a persone che ormai non sopportiamo più. E allora cerchiamo di allietarla almeno un po’ con una selezione di birre che sappiano riportarci il sorriso!

Siamo dunque qui a proporvi un vertical tasting “over the top” nato in una serata pre-quarantena (ma di poco). 

Durante quella lunga bevuta, nel discutere di argomenti importantissimi quali: “Ma fra gli album degli Iron Maiden è meglio Powerslave o Somewhere in Time” o “Era più forte il Milan di Gullit o di Ševčenko”, o ancora l’inossidabile “È più forte Hulk o La Cosa”, siamo arrivati a farci la domanda: “Qual è la birra alla pesca più buona che abbiamo mai assaggiato?”

Essendo ovviamente indecisi sul verdetto, abbiamo scelto di aprire tutte quelle a portata di mano per rifare il confronto.

Le malcapitate di questa zingarata notturna trascorsa tra colpi di tosse molto sospetti, fumi collaterali e bottiglie misteriosamente evaporate sono state la Ad Idem di Lost Abbey, la Stargate di Black Project e la Peach Sour Blonde di Bruery Terreux. 

Mentre i discorsi si facevano “interessanti”, fino a toccare altissimi livelli quali gli orientamenti sessuali giovanili (“ma che cazzo è un pansessuale?!?” et similia) procediamo con la sciabolata della prima boccia.

Inizialmente a passare sotto esame è la Peach Sour Blonde di Bruery Terreux. Supportati dall’aiuto tecnologico di un noto motore di ricerca per nerd della birra, da una cartina geografica del Nepal e dalla nota enciclopedia telematica procediamo all’assaggio. 

La Peach Sour è una Blonde Ale acida, invecchiata in botti di quercia e fermentata con una generosa quantità di pesche californiane, dai sapori erbacei e dolciastri, con forti note (ovviamente) di pesca, albicocca e limone.

Una birra semplice ed elegante, da veri intenditori!

Dopo un’attenta analisi gli esaminatori procedono ad annotare le proprie opinioni, dando il proprio punteggio alle varie categorie scelte in precedenza: 

1) Sa di pesca?

2) È buona?

3) È da orgasmo normale o prolungato?

4) Suscita in me la voglia di spendere centinaia di euro per appagare le mie attuali voglie in maniera sfrenata?

5) Spinge compulsivamente all’acquisto online?

6) Bonus Acidità.

I voti complessivi ammontano a 60, quindi direi che il prodotto regge.

La seconda birra esaminata è la Stargate di Black Project. 

«Qui, non è “porta del cielo”, ma “porta delle stelle”. STARGATE!»

Direttamente dal pianeta Abydos (nelle vesti di Denver, Colorado), attraverso uno wormhole spazio-temporale, è giunta qui per noi una delle Sette Meraviglie Birrarie del mondo, altro che piramidi!

Golden Ale Sour invecchiata, con metodo solera, per 9 mesi in botti ex-bourbon insieme a pesche Palisade O’Henry, raccolte in varie fasi di maturazione attraverso l’anno, è una birra dalla moderata acidità che presenta forti note sia di pesche che di bourbon, in un’amalgama equilibrata ed affascinante.

Dopo averla bevuta sotto l’Occhio di Ra, esprimiamo i nostri voti: 60. Direi che anche questo prodotto regge.

Passiamo infine alla terza ed ultima candidata, la Ad Idem di Lost Abbey.

Composta da una Blonde Ale fermentata con brettanomyces, da una seconda Blonde Ale fermentata con pesche in botti di vino, e da una terza birra a fermentazione spontanea ed invecchiata in botti di quercia francese, è una America Wild Ale acidula alle pesche che fonde in sé la sapienza e la perizia di alcuni dei migliori produttori di sour statunitensi.

Ci è piaciuta, e le abbiamo dato 60. 

Insomma, come nel caso specifico da cui era partita la zingarata, ovvero le classiche domande alle quali è impossibile dare una risposta, e più precisamente “Qual è la miglior Sour alle pesche mai bevuta”, francamente ci risulta difficile fare un podio ed assegnare medaglie, perché si tratta di tre birre da cinema pluriacclamate alla notte degli Oscar.

È un po’ come se vi dovessero chiedere chi preferite tra Naomi Campbell, Monica Bellucci e Sasha Grey. 

Ovviamente dipende da umore, situazione e atmosfera che si è creata prima di aprire la birra, ma fondamentalmente sono tutte un figata!

Quindi, visto che possiamo averle tutte e tre in un colpo solo ordinandole su birragogo.it, perché non passare una Pasquetta al top?