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Quali sono gli ingredienti della birra?

Quali sono gli ingredienti della birra?

Ti stai chiedendo quali sono gli ingredienti della birra? Questo allora è il posto giusto per te perché troverai risposte alle tue domande.

Per prima cosa, devi sapere che il birraio ha a disposizione diversi ingredienti da combinare insieme per ottenere un prodotto che sia il più equilibrato e gradevole possibile, proprio come fa un cuoco nella sua cucina. Ma c’è una differenza fra uno chef e un birraio: mentre il primo può usare tutti gli ingredienti del mondo, il secondo ha a disposizione un numero limitato di elementi. Vediamo insieme quali sono.

Conoscere gli ingredienti della birra

Conoscere gli ingredienti della birra è fondamentale perché ognuno di essi gioca un ruolo molto importante nel determinare le caratteristiche visive, olfattive e gustative della nostra bevanda.

Provate a chiudere gli occhi. Quanti tipi di birra vi vengono in mente? Tantissime! Ale, Lager, Pilsner, Weizen e chi più ne ha, più ne metta.  Be’, gli ingredienti sono sempre gli stessi: acqua, orzo, luppolo, lievito e, a volte, zucchero e aromi.

Allora cosa rende diversa una birra dall’altra? Il dosaggio e la combinazione degli ingredienti. Anche piccole variazioni nella scelta delle materie prime possono portare a risultati molto diversi. E così, benché gli ingredienti a disposizione del birraio siano pochi, le combinazioni possibili sono infinite e possono dare vita a infinite tipologie di birra.

L’acqua

L’acqua è l’ingrediente più importante della birra. E non solo perché è quello presente in maggiore quantità. Questo elemento infatti incide sulla percezione gustativa e tattile che abbiamo della birra. Il mastro birraio quando crea una birra deve tenere ben presenti il pH dell’acqua, la sua durezza, i carbonati, il sodio, il cloruro e tutti i sali minerali disciolti in essa.

Nella scelta di questo ingrediente della birra, il birraio è guidato da alcuni principi di base. Deve innanzitutto tenere presente che il pH ideale dell’acqua è intorno ai 5.2 e che le acque dolci, povere di minerali, sono adatte per la produzione di birre amare perché tendono ad ammorbidirle, mentre quelle dure aumentano il gusto amaro della birra. Inoltre, bisogna ricordare che i carbonati contrastano l’acidità dei malti scuri arrotondandone il gusto.

Il malto d’orzo

È al malto d’orzo che dobbiamo il colore, la gradazione alcolica, il corpo e l’aromaticità della birra. Sin dall’antichità, l’orzo è stato il cereale più utilizzato nella produzione di questa bevanda alcolica perché si adatta facilmente a climi e temperature diversi e può essere coltivato quasi ovunque. Inoltre, rispetto ad altri cereali, è più ricco di amidi e di enzimi in grado di trasformarli in zuccheri semplici e quindi in alcol.

Le principali varietà di orzo utilizzate per produrre birra sono il distico, che può essere autunnale o primaverile, e il polistico. Il distico viene principalmente coltivato in Europa ed è il migliore per produrre birra, mentre il polistico viene coltivato negli Stati Uniti e, essendo particolarmente ricco di proteine, viene spesso abbinato ad altri cereali.

L’orzo deve però essere trasformato in malto per poter produrre la birra. La maltazione dell’orzo, infatti, attiva gli enzimi che trasformano gli amidi in zuccheri. Durante questa fase, variando la temperatura, l’umidità e il periodo di esposizione dell’orzo al calore, si ottengono diversi tipi di malti: i malti base, i caramellati, i tostati e gli speciali.

Altri cereali

Per motivi economici o per questioni legate alla ricetta, la birra può annoverare tra i suoi ingredienti anche altri cereali. Questi possono essere utilizzati insieme all’orzo oppure sostituirlo completamente, come avviene ad esempio con il miglio, perfetto per produrre birre per celiaci. Oppure pensate alla birra di riso tipica dell’Oriente.

Oltre all’orzo, in alcune birre tedesche e belghe viene usato il frumento perché le sue proteine contribuiscono ad ottenere una schiuma compatta e persistente. In Inghilterra invece si ricorre all’avena per conferire morbidezza alla birra.

Il lievito

Non potrebbe esserci birra senza lievito. Questo ingrediente è infatti composto da microrganismi che si nutrono degli zuccheri trasformandoli in alcol durante la fase di fermentazione.

Per secoli la fermentazione è avvenuta spontaneamente grazie ai lieviti, funghi e batteri naturalmente presenti nell’aria e negli ambienti del birrificio che si uniscono al mosto di birra e cominciano a nutrirsi degli zuccheri. Ancora oggi esistono birre prodotte con questo tipo di fermentazione, ma i tempi sono molto più lunghi.

Con il passare del tempo l’uomo ha imparato a conoscere e a selezionare i lieviti e ha iniziato ad aggiungerli in maniera consapevole al mosto di birra per favorire la fermentazione. Il birraio sceglie accuratamente i lieviti da utilizzare in base alla birra che vuole ottenere. I fermenti vengono principalmente suddivisi in lieviti ad alta fermentazione, che generano birre aromatiche, e a bassa fermentazione, che generano invece bevande piuttosto neutre.

Il luppolo

Finalmente arriviamo al luppolo, ingrediente che contribuisce a caratterizzare la birra per gusto e aroma grazie al suo potere amaricante. È un elemento importante anche per la stabilità della schiuma e perché aiuta la chiarificazione della bevanda. Ha persino la funzione di conservante perché inibisce la proliferazione dei batteri.

Il luppolo è una pianta rampicante che cresce anche spontaneamente vicino ai corsi d’acqua e nei pressi dei boschi fino ai 1200 metri di altitudine e in Italia è particolarmente presente nelle regioni settentrionali. Il luppolo produce fiori maschili e femminili su piante diverse e per la produzione della birra vengono utilizzati prevalentemente i fiori delle femmine. Sono questi che producono la lupolina, una sostanza resinosa che conferisce aromi diversi a seconda della zona in cui cresce la pianta.

Solitamente il luppolo è un ingrediente che viene aggiunto durante la fase di bollitura della birra. Per consentire un maggiore trasferimento di aromi, viene praticata anche la luppolatura a freddo che prevede l’aggiunta del luppolo durante la prima o la seconda fermentazione Come ingrediente della birra il luppolo può essere utilizzato non soltanto fresco, ma anche secco, come estratto o in forma di pellet. Alcune birre oggi usano piccole quantità di luppolo in favore di altri ingredienti aromatizzanti che scopriremo fra poco.

Zucchero e aromi

Oltre agli ingredienti fondamentali della birra, in diverse nazioni è permesso aggiungere zuccheri e sostanze aromatizzanti.

Per quanto riguarda gli zuccheri, si tratta solitamente di zuccheri semplici, non maltati, aggiunti con lo scopo di aumentare il grado alcolico della birra.

È consentito aggiungere anche aromi e additivi naturali per conferire un gusto particolare alla birra. Tra questi ingredienti ci sono frutti come i lamponi e le ciliegie, piante come il tabacco e il rosmarino, spezie tra cui peperoncino e zenzero, e persino i molluschi come le ostriche.