Che birra stai cercando?

Cerca per

Doctor Stein grows funny beers, let’s them run into the Pub…

Doctor Stein grows funny beers, let’s them run into the Pub…

Nel 1818 Mary Shelley pubblica per la prima volta il celebre “Frankenstein or The Modern Prometheus”. 

Il romanzo, in stile gotico, narra le vicende del dottor Victor Frankenstein, per gli amici Doctor Stein, che all’interno del suo laboratorio, situato nella città di Ingolstadt in Alta Baviera, cerca di dare vita a quella che lui stesso definisce “La Creatura”.

Qualche anno dopo un giovane tedesco di nome Joseph Grohl, leggendo il romanzo dell’autrice anglosassone, trasse l’idea per diventare il padre fondatore della birra moderna che noi oggi conosciamo, così come Doctor Stein divenne il padre della Creatura. 

La nascita della Pilsner

Joseph Grohl, il 5 ottobre del 1842, presso il birrificio Mestansky Pivovar, produsse il primo lotto in assoluto della moderna Pilsner. 

La birra in questione, dal colore pallido, fu prodotta con la famosa acqua “dolce” di Plzeň, malti chiari che si erano da poco resi disponibili e luppolo Zatec (più conosciuto a noi come Saaz).

Grazie a nuove tecniche di fermentazione (lieviti a bassa fermentazione) diede così origine allo stile birrario più famoso al mondo.

Da lì a poco, nella regione in cui era ambientato il romanzo della Shelley, vennero create in pochissimo tempo svariate evoluzioni della Pilsner. 

Stiamo parlando delle birre prodotto in Franconia, in particolar modo nella città di Bamberga e dintorni. Birre dai nomi più strambi, spesso in dialetto francone, che sono diventate delle vere e proprie Rock Star in campo birrario.

Le Zwickel

Iniziamo col dire che l’origine del nome è alquanto dubbia. Alcuni ritengono che in dialetto francone significhi proprio Pils, altri sostengono che voglia dire “birra non filtrata”, altri ancora sostengono che Zwickel sia semplicemente il termine con cui si indica il rubinetto dal quale il mastro birraio può assaggiare la birra direttamente dalla botte. 

Ultima ipotesi, c’è chi sostiene che il termine sia riconducibile al sibilo che produce la birra durante la fermentazione.

Uno “zwickel” utilizzato per assaggiare la birra

 Certo è che si tratta di una birra a bassa fermentazione, chiara, oserei dire una via di mezzo fra una Pils ed una Helles, non filtrata e poco carbonata (ma più di una senza tappo).

Mamma, il cane mi ha mangiato il tappo!

Le senza tappo, o come le chiamano nella zona di Bamberga “Ungespundet”, ma meglio conosciute come aU, sono Keller non filtrate, poco carbonate ed in alcuni casi molto diverse tra loro. Con il termine “gespundet” si intende il tappo che chiudeva le botti in cui venivano fatte maturare le birre. Quindi possiamo affermare che, letteralmente, il termine “Ungespundet” significhi non tappato, senza tappo, tappato poco, tappato male, ci siamo persi il tappo, dovevi tapparla tu no?, il cane mi ha mangiato il tappo…  o comunque qualcosa di simile.

L’unica cosa che abbiamo capito con certezza è che è molto semplice da ordinare, anche se non si spiccica una parola di tedesco o di dialetto francone, con l’affermazione “eine aU”, si possono ordinare tranquillamente litri e litri di questa fantastica birra autoctona.

Le Lager

Con i termini Lager e Landbier vengono spesso identificate birre prodotte in un singolo paese. Talvolta sono affumicate (più tipico delle Lager) o più maltate (quindi più scure, più tipico delle Landbier), ma fondamentalmente possiamo permetterci di affermare che in molti casi si tratta di Keller modificate di paese in paese secondo la ricetta originale tramandata localmente attraverso le generazioni. 

Per italianizzare il concetto, estremizzandolo, è come se vi recaste alla Sagra del Maialino Setoloso ed i vari osti facessero a gara per servirvi il miglior vino artigianale prodotto dalla loro cantina. Cioè, in pratica, ognuno la fa come cazzo gli pare, ma nella macrocategoria bene o male si somigliano un po’ tutte. Chiaro no?

Un paesaggio della splendida Franconia

La birra a sei punte

La Zoiglbier, o birra dalla stella a sei punte, che simboleggia l’alchimia del birraio attraverso i quattro elementi Aria, Acqua, Fuoco e Terra, è la tipica birra dell’Alta Franconia e dell’Alto Palatinato, birra prodotta in birrifici comunali che, una volta fermentata, viene portata via da chi poi la dovrà rivendere. Di norma ha tempi di fermentazione più brevi rispetto ad una Keller e può capitarvi di imbattervi in una casuccia di marzapane nelle cui cantine il contadino di turno abbia birra a fermentare e che dichiari essere di propria produzione.

 Chiudendo il discorso, ricordarvi che il quinto elemento siete voi: bevete, bevete, bevete!

“Le Keller si bevono con il bel tempo…

…con l’arrivo dell’estate e della bella stagione”, recitava una famosa canzone dell’equivalente tedesco di Edoardo Vianello.

Originariamente queste birre venivano consumate direttamente nelle cantine scavate sottoterra, dove le basse temperature permettevano alla birra di non alterarsi e di superare i mesi più caldi dell’anno allietando il palato dei birrai e dei clienti stessi. Oggigiorno le Keller si sono trasformate in birre estive e quindi da consumarsi all’aperto, nei più fantasmagorici bugigattoli di tutta la Franconia. Con il termine Keller oggi si indicano anche i giardini, o spazi all’aperto (“biergarten”) dove ci si sfonda a suon di boccali di ottima birra.

Un tipico “biergarten” francone

In conclusione,

dopo esservi divertiti a leggere le cazzate sopra descritte, è giunto il momento di passare all’azione per ripercorrere i fasti del giovane Joseph Grohl e del suo predecessore Doctor Stein.

Dato che la quarantena vi ha reso animali da divano, ha proibito gli spostamenti ed inibito il vostro spirito di avventura, il nostro staff vi porterà direttamente a casa una fantastica selezione degli stili sopra elencati, da degustare comodamente a casa facendo un po’ quel che vi pare.

Ed eccovi il Kit di birre che abbiamo selezionato per voi!