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Guida completa sul colore della birra

Guida completa sul colore della birra

Cerchi una guida completa sul colore della birra? Un compendio breve ed esaustivo che ti dica proprio tutto sul perché la birra artigianale abbia colori così diversi? Dopo tanto cercare, se sei arrivato qui, puoi fermarti perché l’hai trovata.

In questo articolo vedremo da cosa dipende il colore della birra e parleremo di birre artigianali chiare, da non confondere con le bionde, e poi di birre rosse, ambrate e scure. Pronto ad immergerti in questo mondo allegro e variopinto? Tuffiamoci!

Da cosa dipende il colore

Da cosa dipende il colore della birra? Lo so che è la prima domanda che ti è venuta in mente quando ti sei trovato davanti a birre artigianali dalle tinte così variegate. Domanda più che legittima. Non a caso, durante una degustazione la prima cosa che si va ad analizzare è proprio il colore della birra. E non solo perché il colore invoglia o meno a berla, ma perché ci dà informazioni sulle caratteristiche organolettiche della birra artigianale che andremo a sorseggiare.

Il colore della birra dipende da:

  • i malti usati;
  • la durata del processo di essiccazione del malto;
  • la temperatura dell’essiccazione.

Se lasciamo essiccare un malto all’aria, questo rimane chiaro e non acquista nessun sapore particolare. Le cose cambiano se invece lo facciamo essiccare riscaldandolo. Il suo colore cambia e acquista profumi e sapori. Il malto diventa più scuro al crescere della temperatura e della durata del processo di essicazione.

Si parte da 70 °C per ottenere un malto pallido usato per le birre bionde fino ad arrivare ad un malto bruno. Il colore scuro assunto dal malto è generato dalla reazione di Maillard che avviene fra i 140 °C e i 160 °C. Il calore dà luogo a questa trasformazione chimica che cambia il colore del malto e innesca una reazione fra gli aminoacidi e gli zuccheri del cereale. Questa dà luogo a molecole odorose e conferisce aromi particolari al malto.

Il cereale essiccato trasferirà il colore alla birra oltre ad una serie di sapori diversi, come il caramello, il biscotto e il tostato fino ad arrivare al cioccolato e al caffè delle birre dal colore più intenso. I malti chiari e quelli scuri possono essere anche mescolati fra di loro ottenendo così sfumature diverse di colore, ma anche di profumi e sapori.

Ecco quindi che abbiamo una gamma di colori della birra che va dal giallo dorato, al ramato, passando per il rosso scuro fino ad arrivare al marrone e al nero. Se poi vuoi conoscere il colore preciso della tua birra, puoi fare riferimento alla scala EBC, European Beer Color, con le sue molteplici tonalità e sfumature.

La birra chiara

Il colore della birra chiara va dal giallo paglierino al dorato intenso, che sulla scala EBC corrispondono a valori tra il 4 e il 25. Viene prodotta con malti base chiari tostati a basse temperature, come i malti pilsner, pale e pale ale. Questi malti vengono prodotti con il classico processo di maltazione dell’orzo, che prevede bagnatura, germinazione ed essiccazione, e vengono poi tostati ad una temperatura massima di 80 °C.

Spesso si confondono le birre chiare con le birre bionde. Non sono sinonimi. Per birra chiara artigianale si intende una macro categoria di birra che comprende le birre bianche e quelle bionde.

Le birre chiare in generale sono birre piuttosto beverine, per lo più con una gradazione alcolica compresa fra 4 e 5% in volume, anche se non mancano bevande che raggiungono l’8-9%. Le birre di colore chiaro generalmente hanno un aroma morbido e bilanciato; sono piuttosto delicate e talvolta caramellate e con sentori di miele.

Andando più nello specifico nella scala EBC le birre bianche partono da un valore pari a 4. Tra queste ci sono tutte quelle birre prodotte con una percentuale di frumento come le Blanche, le Weizen e le Weiss.

Le birre bionde hanno un colore che va dal giallo al dorato e possono arrivare fino a 25 EBC. Il sapore del malto non la fa da padrone e lascia spazio al fruttato del luppolo e ad aromi di miele e pane. Le birre bionde artigianale che raggiungono i 25 EBC hanno un colore giallo carico e iniziano a farsi vivi i sentori del caramello. Fanno parte di questa categoria le Pils, le Pale lager, le American e le Indian Pale Ale. Non mancano poi le birre d’abbazia, come le Enkel e le Tripel, e persino delle ottime Lambic e delle birre acide come le Gose.

La birra rossa

La birra rossa artigianale ha un colore che va dal giallo rossastro al rosso scuro e sulla scala EBC copre le sfumature dal 26 al 35. Viene prodotta con malti base ambrati, tra cui i malti vienna, munich e melanoidinico, ottenuti con il classico metodo di maltazione dell’orzo e tostati a temperature medie comprese fra i 90 °C e i 110 °C. Vengono usati anche alcuni malti caramello. Questi ultimi sono ottenuti con un processo di maltazione che non prevede l’essiccazione e vengono poi tostati ad una temperatura di 150-180°C.

Le birre rosse artigianali sono birre più complesse e intense, maggiormente ricche di luppolo rispetto alle birre chiare. Con il suo potere amaricante, questa pianta equilibra la dolcezza data dalla combinazione di malti utilizzati per produrre birre dal colore rosso. Sono bevande fruttate con sentori più o meno caramellati e di frutta secca. Le birre rosse artigianali sono sia ad alta che bassa fermentazione e la loro gradazione alcolica può variare.

Voglio farti una domanda. Sei sicuro che esista la birra rossa? Pensaci bene.

Queste birre vengono fatte con malti ambrati che, per infusione, rilasciano il loro colore. Quindi la birra rossa, in realtà, non esiste. Altrimenti dovremmo definire birra rossa anche una Fruit Beer al lampone realizzata con malti chiari.

Erroneamente la birra dal colore rossastro viene chiamata birra rossa, mentre quelle dal colore più chiaro, quasi ramato, vengono definite birre ambrate. Non sono queste le definizioni corrette. L’unico termine da utilizzare è birra ambrata artigianale, che racchiude in sé tutte le sfumature di colore tendente al rosso e gli aromi e i sapori che ne derivano.

Fanno parte delle birre ambrate artigianali le IPA, le APA, le Double IPA, le Bitter, le Amber Ale, le Belgian Pale Ale, le Irish Red Ale, le Maerzen, ma anche bevande quali le Barley Wine, le Bock, alcune birre d’abbazia e alcune trappiste.

La birra scura

La birra scura artigianale comprende tutte quelle sfumature di colore che vanno da un ramato molto scuro al marrone intenso e nella scala EBC assume valori che vanno da 36 a 80. Viene prodotta con malti tostati o colorati, tra cui i malti biscuit, amber, brown, chocolate, ottenuti tostando i malti pale a temperature che possono superare i 220 °C. Sono malti dai colori che vanno dal marrone chiaro al molto scuro. Vengono usati anche alcuni malti caramello, come qualche malto crystal che possono arrivare a 360 EBC, ma sono meno secchi e astringenti rispetto ai malti tostati.

Le birre scure artigianali vengono ottenute con una miscela di malti più leggeri e malti scuri. Sono questi ultimi che gli donano colori, gusti e aromi davvero particolari. Sono bevande complesse e intense in cui l’aroma del luppolo è contenuto. Al naso sono caratterizzate da note di mou, crosta di pane, frutta secca tostata, cioccolato, liquirizia, caffè e malto tostato. Al palato iniziano a sentirsi l’astringente e l’acre.

Esistono birre con valori superiori ad 80 EBC e si parla di birra nera. Tale bevanda luppolata assume comunque diverse gradazioni di colore che virano verso il marrone molto scuro e hanno riverberi rossastri. Solo a partire da 120 EBC la birra artigianale diventa davvero nera, opaca, priva di riflessi tendenti al rosso o al marrone. In questo tipo di birra il malto la fa da padrone a livello di sapore, ma non mancano comunque sentori di caffè, cioccolato fondente, pane troppo cotto con note sempre più acri e astringenti.

Fra le birre di colore scuro ci sono alcune Bock e Barley Wine, le Brown Ale, le Dunkel, le Stout, le Black IPA, le Old Ale, le Scotch Ale, le Porter e le Rauchbier.