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Long Live Lucky Jack!

Long Live Lucky Jack!

Gli esami non finiscono mai…

Pochi giorni fa, per molti giovani studenti italiani, si è conclusa la prova di maturità, che quest’anno si è svolta, a causa della pandemia COVID-19, in modo piuttosto inconsueto.

A tutti coloro che l’hanno affrontata nel presente, nel passato, e l’affronteranno in futuro, questa prova lascerà un solco indelebile nella memoria.

Alcuni degli anni più belli e spensierati verranno lasciati alle spalle, ed un nuovo futuro attenderà sia chi deciderà di continuare il percorso di studi, sia chi deciderà di entrare nel mondo del lavoro.

Questi anni hanno plasmato la nostra cultura e sono stati importanti per la nostra formazione caratteriale e sentimentale, oltre ad aver visto nascere amicizie che forse ci porteremo dietro per tutta la vita. 

Ma, aspetti ludici a parte, rimarranno per sempre con noi anche libri, romanzi e poesie, studiati a volte con piacere, a volte con fatica, in questi memorabili cinque anni.

Per me, ad esempio, un forte ricordo risiede certamente nel romanzo di Rudyard Kipling “Capitani Coraggiosi”.

Captains Courageous

Il romanzo narra le avventure del quindicenne Harvey Cheyne, un viziato e benestante ragazzino americano che, durante un viaggio in nave verso l’Europa, vive un’esperienza che cambierà il suo modo di essere e di affrontare la vita. 

Il giovane, caduto in mare durante la traversata, viene salvato dalla “We’re Here”, piccolo peschereccio comandato dal burbero capitano Disko Troop. 

Durante questa esperienza Harvey imparerà a conoscere ed apprezzare la lealtà e la solidarietà degli uomini di mare, persone di poche parole ma dotate di grande coraggio ed abilità.

Tra i membri dell’equipaggio spicca il carismatico Long Jack, e proprio da questo personaggio ha tratto ispirazione uno dei birrai più amati dal pubblico negli ultimi anni, per creare la birra che è diventata la portabandiera del birrificio norvegese Lervig (per conoscere il resto della storia del libro, leggetevelo!)

Stiamo parlando ovviamente di Mr. Mike Murphy da Baltimora (Maryland) e della sua birra più venduta, la Lucky Jack.

Long-Lucky Jack

Probabilmente anche negli Stati Uniti “Captains Courageous” veniva utilizzato per la didattica e deve aver influenzato Mr. Murphy per ispirare la sua celebre birra, divenuta poi decisamente fortunata!

Lucky Jack è stata la birra che ha cambiato le sorti di Lervig, il birrificio che ha sede a Stavanger, un piccolo paese di pescatori diventato poi dal 1960 una delle città più ricche della Norvegia, in seguito alla scoperta di importanti giacimenti petroliferi nel Mare del Nord.

Oltre al nome anche l’immagine della famosa bevanda è ispirata al personaggio di Long Jack, che incarna in un certo senso l’immagine di tutte le passate generazioni di pescatori di Stavanger. 

La Lucky, come viene spesso confidenzialmente chiamata dagli appassionati, è diventata ben presto capostipite, o pioneer, del nuovo corso di Lervig, tanto che ne sono state realizzate più versioni differenti.

La Extra Hard (versione strong, per i bevitori più resistenti), la estiva Grapefruit (fermentata con scorze e succo di pompelmo rosa), la Black Edition (che prende spunto dalle operazioni di estrazione petrolifera) ed infine la neonata Gluten Free (identica in tutto e per tutto alla Lucky Jack normale, ma senza glutine).

Probabilmente l’autore del celebre romanzo non avrebbe mai immaginato 

  • di diventare egli stesso fonte di ispirazione per il nome di una birra (che però è di Thornbridge).
  • che un personaggio del suo romanzo diventasse una delle birre più vendute in Norvegia, e poi in Europa e nel mondo intero.

Non ci resta che dire: Long Live Lucky Jack!