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Northern Monk, quando ogni birra diventa un progetto!

Northern Monk, quando ogni birra diventa un progetto!

Northern Monk, un singolo volto per mille progetti.

Sebbene sia credenza diffusa che l’arte brassicola d’abbazia sia caratteristica del solo Belgio, ci troviamo di fronte ad un mito da sfatare: infatti quasi ogni paese europeo ha, o ha avuto, enclavi monastiche che hanno portato avanti questa tradizione. Il birrificio Northern Monk nasce proprio con l’intento di riportare alla luce e valorizzare la sapienza birraria, purtroppo in via di estinzione,  dei monaci britannici.

Fondato nel 2013 a Leeds, una delle città simbolo della prima rivoluzione industriale inglese, e collocato nell’ Old Flax Store di Holbeck, cuore pulsante dell’industria cittadina nel 18° secolo, il birrificio di Russell Bisset (fondatore) e di Brian Dickinson (mastro birraio) è divenuto in pochi anni una delle realtà brassicole più rappresentative della scena britannica.

L’impianto ha iniziato da subito a produrre quattro tipologie di birre differenti: l’Eternal (Session IPA), la New World IPA, la Northern Star Mocha Porter e la Bombay Dazzler (Wit), diventate poi la linea “core” del birrificio, e si è in seguito aperto ad un’infinità di collaborazioni, one shot, special edition e limited edition coi più importanti nomi  birrari europei, per far trovare nel bicchiere di tutti gli appassionati craft del mondo novità sempre fresche da degustare. Così facendo il birrificio ha aumentato la propria capacità produttiva del 750% in soli due anni (2014-2016). E’ già in atto un ulteriore piano di espansione per portare la capacità produttiva a 35 ettolitri, e l’acquisizione di nuovi fermentatori che verranno posizionati in un nuovo magazzino poco distante dallo storico edificio di mattoni rossi, ormai simbolo della craft revolution dello Yorkshire, all’interno del quale si trovano il birrificio, la tap room e lo spazio eventi.

Il birrificio di Leeds, un tempo nota come “La città delle mille aziende”, si è fatto ben presto conoscere da tutti gli appassionati di birra del mondo non solo per la qualità dei propri prodotti, ma anche per il relativo packaging: se da un lato le proposte della linea “core” hanno come rappresentazione grafica null’altro che il simbolo del birrificio in svariati colori, dall’altro è con il progetto “Patrons Project” che il birrificio da sfogo alla sua arte grafica più creativa. Con la realizzazione, nel luglio 2016, della Raw Emotions Coffee Porter, si da dunque inizio a questa fortunata serie di collaborazioni, con i più diversi esponenti del mondo creativo cittadino (pittori, musicisti, fotografi…). Interessante la lattina “peel and reveal”, vero e proprio opuscolo esplicativo, da leggere sorseggiando la birra, del lavoro che congiunge l’artista al prodotto brassicolo.

Proprio con i Patrons Project il birrificio comincia una serie di collaborazioni con altri produttori della scena birraria mondiale, permettendogli di affermarsi e consacrarsi come uno dei nomi più importanti nel panorama craft britannico. Nasce così il progetto “Hop City”, che dall’aprile 2017 dà inizio alla realizzazione di un festival che si svolge presso l’ormai celebre Old Flax Store, durante il quale si possono degustare, altre alle luppolate creazioni del Monaco del Nord, anche quelle di celebri colleghi di luppolo (Cloudwater, Deya, Verdant, Wylam, Magic Rock, Siren, The Kernel, per rimanere entro i confini britannici, e altri famosi luppolatori del nuovo mondo, come Other Half, Equilibrium, The Alchemist e Trillium). Il progetto Hop City, che si allarga nel 2018 anche alla sessione invernale denominata Dark City, dove le protagoniste del festival sono tutte birre “scure”, dà origine anche ad una birra prodotta in collaborazione con amici e colleghi partecipanti al festival.

Prendendo spunto da questa coppia di festival, rappresentanti “luci” ed “ombre” del mondo birrario, nascono nel 2018 anche “Death” e “Glory”, birre stagionali prodotte per essere pronte nel periodo invernale, rispettivamente un’Imperial Stout con pepe di Sichuan ed una Triple IPA.

Sempre nel periodo invernale viene commercializzato un cofanetto chiamato “Trilogy”, composto ovviamente da tre birre, i cui componenti sono tutti legati da un filo conduttore comune. Nel caso del 2018 il tema è stato quello delle IPA, tanto caro a Northern Monk, che ha dato origine a tre varianti dello stile: Hops, Triple IPA prodotta con Garage, Malt, Brut IPA prodotta con Whiplash e Yeast, Sour IPA prodotta con Verdant.

Ma ora veniamo all’Opera Magna che ha incoronato il Monaco a re d’Inghilterra: i Patrons Project.

Come precedentemente detto, il progetto è stato inaugurato nel 2016 in occasione della collaborazione con Tom Joy, noto fotografo di Leeds. Ogni Patrons Project è composto da 7 birre. Gli artisti coinvolti attraverso gli anni sono:

PP n°1: “Tom Joy”. La particolarità di questo Project, oltre alla selezione artistica del noto fotografo che ne decora tutte le lattine, è data dall’essere esclusivamente composto da birre scure, prodotte con il caffè della torrefazione North Star di Leeds, collaboratrice di lunga data del birrificio.

PP n°2: “Nomad Clan”. Duo di muralisti, CBloxx e Aylo, acclamati a livello internazionale per le loro opere che riprendono l’ambiente circostante e celebrano la storia locale sfruttando personaggi riconducibili al folklore dell’Inghilterra del nord.

PP n°3: “James Butler”. Noto tatuatore di Bradford, che ha affinato la sua arte nel centro di Leeds, dopo un breve trascorso all’Accademia di Belle Arti. Uno stile tradizionale occidentale, con un tocco moderno ed ornamentale sono i tratti caratteristici delle sue opere.

PP n°4: “Drew Millward”. Illustratore di Coventry originario di Bolton, ha studiato e vissuto per anni a Leeds. Disegnatore d’altri tempi, è diventato celebre con la realizzazione di illustrazioni per band di fama mondiale quali Queens of the Stone Age, Foo Fighters e Nine Inch Nails.

PP n°5: “Ricky Lightfoot”. Nato e cresciuto sulle coste occidentali della Cumbria, è un corridore di montagna che detiene il record di diverse gare iconiche in tutto il mondo, tra cui Mauritius, Sud Africa e Scaffell Pike.

PP n°6: “John Simmons”. Graphic designer ed illustratore di Leeds, specializzato in design e direzione artistica per la stampa ed il web. Da qualche anno collabora con Northern Monk ed ha disegnato alcune delle loro etichette, oltre ad aver aiutato nella realizzazione dei festival Hop City e Dark City.

PP n°7: “Asben Bog Jensen”. Fotografo il cui lavoro è caratterizzato dall’amore  per la semplicità e la natura, catturando i piccoli dettagli spesso trascurati nel nostro mondo in continua modernizzazione.

PP n°8: “Vague”. Rivista di Guy Jones e Reece Leung. Il secondo ha anche realizzato tutte le etichette per questa serie.

PP n°9: “Ben Mater”. Illustratore e graphic designer di Wigan, appassionato di cartoni animati, vecchi film, fumetti e giochi elettronici, ha collaborato col birrificio nel realizzare il progetto Northern Heroes Patrons, in cui gli eroi nordici vengono ridisegnati come stelle dei fumetti.

PP n°10: “Culinary Concepts”. Ogni birra di questo Patrons è in collaborazione con un diverso ristorante locale, fornitore di cibo o bevande, in sinergia col birrificio. Gli ingredienti utilizzati per la creazione di ogni birra sono scelti molto accuratamente e rappresentano il perfetto abbinamento col tipo di menù proposto.

PP n°11: “Lord Whitney”. Studio di scenografi e creatori di mondi virtuali guidati dalla passione per la creatività, ha sede in un vecchio mulino  fuori Leeds.

PP n°12: “Evolution of Tradition”. Le birre di questa serie si rifanno a vecchie ricette tradizionali, ricreate però con tecniche e materiali moderni, prendendo ispirazione da elementi caratteristici delle contee del nord inglese.

PP n°13: “Tank Petrol”. Writer e pittore di fama mondiale, noto per l’arte dello stencil, le sue opere sono un’omaggio alla figura della Donna, rappresentata in tutte le sue sfumature di forza e di fragilità.

PP n°14: “Northern Sound Patrons”. Celebrazione di alcune band locali, selezionate fra le preferite dello staff del birrificio.

PP n°15: “Lucy Ketchin”. Illustratrice ed artista tessile, lavora con carta e tessuti per creare le sue opere, quasi completamente create a mano, ispirandosi al folklore locale ed alla natura.

PP n°16: “Haze Outdoors”. Protagonista di questo Patrons è lo youtuber Ray Beers, originario di Whitby nello Yorkshire, appassionato di attività all’aperto (camping, nuoto, trekking), che accompagna le riprese dei propri video con generose quantità di birra Northern Monk.

PP n°17: “INSA”. Questo Patrons celebra il 15° anniversario di “Hill Pattern”, opera realizzata dal noto artista – INSA, appunto – che opera a Leeds da oltre 25 anni.

PP n°18: “Sandy Kerr”. Noto surfista nato a Leeds e temprato dal vento e dalle onde del Mare del Nord, Sandy ha surfato nei luoghi più estremi del globo, ma è proprio nell’Inghilterra del nord che ama particolarmente praticare il suo sport preferito.

PP n°19: “PIGS PIGS PIGS PIGS PIGS PIGS PIGS”. I 7 volte maiali sono una band originaria di Newcastle che combina nei propri riff potenza e rabbia che si rifanno a sonorità stoner, psichedeliche, sludge e doom metal.

PP n°20: “Mark Newton”. Fotografo dello Yorkshire la cui carriera è basata sulla realizzazione di fotografie che mostrano persone e luoghi inseriti nel proprio contesto naturale. Le immagini di questo Patrons provengono da un suo personale viaggio in California.

Ultimo arrivato fra gli innumerevoli progetti del birrificio è il Powerhouse Project

Restiamo dunque in trepidante attesa di vedere quale altro progetto, quale altra collaborazione si sapranno inventare per il futuro i ragazzi di Leeds, sempre certi che, qualsiasi trucco decidano di tirare fuori dal cappuccio, sarà sicuramente di altissima qualità ed impeccabile veste grafica.

https://birragogo.it/birrificio/northern-monk/