Brown Ale - Northern - Southern - Mild Ale

Le Brown Ale sono presenti un po’ da sempre, ma non con questo nome, nel panorama brassicolo anglosassone.

La loro storia è lunga, a tratti confusa, talvolta sconosciuta. Una cosa certa è che sono sopravvissute a fatica fino ai giorni nostri, ed all’oggi possono essere considerate una rarità.

Potremmo dire che, per certi versi, la Brown Ale è la più classica e tradizionale di tutte le birre inglesi. Potremmo anche dire che, dopo la “scissione” degli stili inglesi, dove una birra è diventata la Pale Ale ed un’altra la Porter, la Brown è ciò che rimane del precedente panorama birrario.
Insomma, la Brown Ale incarna ciò che è stato il “passato birrario” inglese, quello precedente all’avvento della rivoluzione industriale e dei malti “Pale”.

È evidente quanto tutto ciò sia poco chiaro, per cui cerchiamo anzi di delineare i tratti più comprensibili di questo stile.

La Brown Ale comincia ad essere chiamata col suo nome nel decennio a cavallo fra il 19° ed il 20° secolo, e può essere considerata un incrocio fra una Bitter, una Mild Ale ed una Porter, anche se storicamente è antecedente a tutti questi stili.

Ne esistono due tradizioni ben delineate, la Southern e la Northern.

La prima è tipica della zona di Londra, è una birra marrone scuro e piuttosto opaca, con un sapore marcatamente dolce dato dai malti caramellati, ed una moderata quantità alcolica, che si aggira intorno ai 4 gradi.

La seconda è tipica dello Yorkshire, è più asciutta, ha spesso note di nocciola al palato, e generalmente un calibro maggiore di luppolo e di alcol rispetto alla sorella meridionale, superando spesso i 5 gradi.

Una terza versione può essere considerata la Mild Ale, una birra leggerissima, vera e propria “session” anglosassone, dal sapore maltato e caramellato ed una bassissima gradazione alcolica, che si aggira intorno ai 3 gradi.

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