Smoked - Rauchbier

Sono molte le leggende narrate nel corso della storia riguardo all’origine delle Rauchbier, le birre affumicate (smoked). Birre che si distinguono dalle altre per la loro tipica e inconfondibile nota affumicata, data dal particolare tipo di malto utilizzato per la produzione.

Una di queste leggende narra che durante un incendio, avvenuto in un birrificio, il malto stivato in un magazzino e destinato alla produzione di birra entrò a contatto con i fumi prodotti dall’incendio.
Altri attribuiscono invece la paternità delle Rauchbier all’incendio della cattedrale costruita con legno di faggio, ma qualunque sia l’origine, quel che conta è il risultato.

I birrai, siano essi laici o ecclesiastici, non potendosi permettere di acquistare del nuovo malto, diedero così origine alla prima cotta di Rauchbier.

L’effetto sorpresa piacque molto alla popolazione, tanto da indurre i birrai a ripetere l’esperimento escogitando un nuovo modo per affumicare il malto… senza nuovamente dar fuoco di all’intero birrificio!

In realtà l’origine delle birre affumicate, al di là degli aneddoti, è molto più antica. Basti pensare che molti anni fa non esistevano altri mezzi – se non il calore del fuoco – per asciugare l’orzo ancora verde e umido.

Il calore e i fumi del fuoco facevano dunque affumicare il malto. Questo processo avveniva in tutti quei luoghi ove l’essiccatura per esposizione al sole non era possibile.
Il mezzo utilizzato era un forno, comunemente detto “fuoco aperto”. Questo processo permetteva l’essiccazione del malto, sottraendo l’umidità in eccesso e quindi allungandone anche la durata di conservazione.

Con l’avvento dell’industrializzazione vennero introdotti sistemi per l’essiccazione del malto a carbone o a olio combustibile. Questi processi innovativi, molto più rapidi e meno costosi, resero il processo di essiccazione a “fuoco aperto” obsoleto.