Birra Bitter

La storia delle Bitter può essere considerata l’antesignana di quella della Coca Light/Coca Zero (lo sapete che sono ESATTAMENTE la stessa cosa, vero?).

Da fine ‘800, per una serie di noiose motivazioni commerciali (prezzo di questo, prezzo di quello) con le quali non starò a tediarvi, in Inghilterra si cominciarono a produrre delle Pale Ale dal contenuto alcolico estremamente moderato, che venivano sempre più spesso chiamate “Pale Ale Light”.

Dopo la seconda guerra mondiale, sempre in Inghilterra, qualche pubblicitario rimasto anonimo ebbe da pensare che un nome così “debole”, per una birra, avrebbe sicuramente creato un danno a livello commerciale, e che ci fosse bisogno, visti anche i recenti trascorsi bellici britannici, di un nome che ispirasse più virilità e forza.

Le Pale Ale Light si trasformarono quindi in Bitter, e quasi dall’oggi al domani una birra che gli inglesi bevevano già da decenni divenne la “Nuova Birra Nazionale d’Inghilterra”.

Mi rendo conto che questo breve aneddoto commerciale non metta in ottima luce le Bitter, ma abbiate pazienza, forse l’ho messa giù un po’ troppo dura… Non fatevi traviare dai miei toni: a prescindere dalla loro storia, le Bitter sono birre eccellenti! (e fra le mie preferite)

Abbiamo detto dunque che la Bitter è praticamente una Pale Ale più leggera, ma è veramente così?

Sì e no. Nel tempo lo stile Bitter ha preso una sua forma e sostanza più indipendente dallo stile genitore, per cui vale la pena sottolinearne le caratteristiche.

Intanto, Bitter significa Amaro, ma non tutte le Bitter sono poi così amare, anzi! Diciamo che dipende molto dalle scelte del mastro birraio in fatto di luppolo, ma le Bitter sono, soprattutto, “non-dolci”, secche, e spesso virano verso una tenue acidità nel finale.

Al naso sono presenti tutti gli esteri tipici delle Ale, e si percepiscono in genere note di malto, luppolo, citriche e di frutta matura. Il colore è tradizionalmente ambrato scuro (ma esistono all’oggi delle varianti più chiare), la schiuma e la carbonatazione praticamente assenti.

Per quanto riguarda il contenuto alcolico, che basilarmente dovrebbe essere la discriminante per distinguere una Bitter da una Pale Ale, si identificano generalmente tre fasce: la Ordinary Bitter oscilla fra i 3 ed i 4 gradi, superandoli di rado, la Best Bitter (o Special Bitter) gravita in zona 4-5 gradi, mentre la ESB (Extra Special Bitter) si pone a ridosso dei 5 gradi e va a salire (in genere non di molto).

Ma quindi una ESB ed una Pale Ale sono la stessa cosa, no?

Di nuovo: sì e no. Se in ambito birrario anglosassone potremmo tutto sommato affermarlo, in un più esteso ambito mondiale la cosa non è poi sempre vera, perché… paese che vai, birra che trovi! Diciamo che non ovunque questi due stili sono così fortemente imparentati, per cui la cosa migliore che si possa fare è capire che tipo di impronta il birraio abbia voluto dare al suo prodotto e, soprattutto, cosa fondamentale, ASSAGGIARE!

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