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The Lost Abbey, trovare e ritrovare le birre dell’Abbazia perduta

The Lost Abbey, trovare e ritrovare le birre dell’Abbazia perduta

“Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai con una birra scura / che la diritta via era smarrita”

Non è il viaggio di Dante, ma quello, persino più esplorativo (almeno in ambito birrario), di Tomme Arthur, che è stato tra i protagonisti della Craft Revolution statunitense.

Personalmente mi trovavo ad Amsterdam, annebbiato dai fumi della canapa (anche quella passiva), in un coffe/beer-shop. E il solo motivo per cui lo racconto è il disegno di una clessidra sulla parete, un disegno che mi ricordava una famosa opera d’arte di Salvador Dalì, intitolata “La Persistenza della Memoria”, (ovvero la trasposizione in un sogno, dove l’elasticità del tempo della memoria si contrappone alla rigidità del tempo meccanico bla bla bla). Bene, quel disegno non era sulla parete per coprire una crosta o una muffa, ma perché era l’immagine simbolo di una birra simbolo, la Cuvée de Tomme: Una miscela, un blend, realizzato ogni anno dal mastro birraio di Lost Abbey, Tomme Arthur. Sicuramente la birra più rappresentativa della vasta gamma realizzata nell’Abbazia Perduta, per me il primo assaggio è stato come una folgorazione divina, come l’inizio del mio personale Giorno del Giudizio (Judgment Day).

Da qui nasce la mia Devozione (Devotion) per il birrificio Lost Abbey, che mi ha portato alla Salvezza (Deliverance)-  birraria, ovviamente – senza più farmi cadere nella tentazione delle birre industriali (Serpent Stout). Non vi narrerò, in questa circostanza, della Cuvée di Tomme e degli altri suoi “miracoli”, ma della storia ormai quasi trentennale del birrificio, nato come Brew Pub a Solana Beach (Pizza Port), diventato poi Port Brewing, e consacratosi in seguito come Lost Abbey, utilizzando la clessidra (del tempo).

La sabbia del tempo birrario di Tomme Arthur comincia a scorrere nel 1996 quando, dopo aver conseguito un diploma di laurea breve in Arizona, torna a San Diego, ed inizia a lavorare come apprendista alla “corte” di Troy Hojel, presso la Cervecerias La Cruda. Qui ottiene la sua prima medaglia d’oro al Great American Beer Festival, con la “Makanudo Porter” ed incomincia a sperimentare nuove ricette che ancora oggi vengono utilizzate per produrre alcuni masterpieces dell’Abbazia.

Nel 1997, a seguito delle chiusura de La Cruda, Tomme viene assunto –  dopo un breve periodo passato ai White Labs di San Diego alla scoperta dei lieviti (sua vera passione) – come mastro birraio al Pizza Port di Solana Beach, fondato nel 1993 da Gina e Vincent Marsaglia.

Nel 2006, nel vecchio stabilimento di Stone Brewing a San Marcos, piccola località vicino a San Diego, Tomme, insieme ai fondatori di Pizza Port ed a Jim Comstock, inizia la nuova avventura Port Brewing/Lost Abbey. Se la prima, Port Brewing, è l’evoluzione naturale del lavoro svolto negli anni precedenti come birraio di Pizza Port, e con il quale continua a produrre birre in stile West Coast, è con la seconda, la neonata Lost Abbey,  che dà sfogo alla sua creatività ed alle sue vere passioni, lieviti, fermentazioni spontanee ed invecchiamenti in botte. Con Lost Abbey per Tomme si ribalta la clessidra, ed ha inizio una nuova era dove i suoi esperimenti, precedentemente condotti presso La Cruda ed i White Labs, si affermano ben presto, dando vita alle creazioni più mistiche ed esoteriche della sua storia birraria, prendendo spunto dalle birre della tradizione belga, a lui tanto care.

Da lì il successo non tarda ad arrivare, ed infatti già nel 2007 ottiene l’Award come Small Brewery of the Year al Great American Beer Festival, ed il World Champion Small Brewer and Brewery alla Wolrd Cup del 2008.

Ancora adesso la clessidra del tempo, per Tomme Arthur, oggi affiancato da Mike Rodriguez (ex birraio di Boulevard Brewing), sembra non si sia fermata, e continua a stupirci ed incantarci con i suoi miracoli di portata biblica. Ogni sua creazione è un messaggio ben preciso, rivolto ai suoi “discepoli”, contenuto in una semplice bottiglia, così come recita una famosissima canzone dei Police – A message in a bottle, per l’appunto – bonus track dell’Opera Magna compiuta nel 2012 dall’Abbazia Perduta. Di cui parleremo in abbondanza in una prossima occasione.

Le trovi qui: https://birragogo.it/birrificio/lost-abbey/