Che birra stai cercando?

Cerca per

USA – URSS Beer Challenge

USA – URSS Beer Challenge

Tempo di sorteggi: è proprio in questi giorni di fine vacanze estive che  il calciomercato sta volgendo al termine, i maggiori campionati europei hanno iniziato ad accendere gli animi dei tifosi e dall’urna di Nyon stanno per uscire gli accoppiamenti dei gironi eliminatori della prossima Champion’s League, la coppa dalle grandi orecchie che ogni squadra ambisce di conquistare,  sogno più intrigante di ogni tifoso che si rispetti.

Anche noi, staff di Birragogo, in collaborazione con lo staff di Sloane Square, abbiamo terminato la nostra personale campagna acquisti estiva, ed ispirati da un film culto di metà anni ’80, ambientato in piena guerra fredda, abbiamo organizzato un evento dove birre per tipologia originarie degli States e, viceversa, originarie degli ex paesi dell’Unione Sovietica, si sono scontrate in una sorta di competizione “giocando fuori casa”.

Stili cari al patrimonio birrario statunitense, quali NEIPA New England IPA, NEPA New England Pale Ale, DDH Double Dry Hopped prodotte da birrifici dell’ex Unione Sovietica, Arpus e Zagovor, si sono scontrati con stili leggendariamente riconducibili all’est Europa, ma invece prodotti da birrerie americane, Great Divide, Alesmith, Evil Twin e Cascade.

Così abbiamo proceduto al sorteggio dalla nostra urna fatata di Orval, dove la mano tenebrosa di una madrina di eccezione, la Lizbeth Salander del Ticino, ha estratto gli accoppiamenti di questo Beer Challenge ispirato alla guerra fredda.

Sono stati scelti come testimonial per le due fazioni l’ex pugile Rocky Balboa per gli Stati Uniti, interpretato magistralmente dall’italo-americano Sylvester Stallone nella celebre saga Rocky, ed il terrificante Ivan Drago per la compagine dell’ex Unione Sovietica.

Due parole sugli “allenatori”: di Great Divide abbiamo già ampiamente parlato nell’articolo che trovate qui , e potete trovare interessanti dettagli su Evil Twin in un nostro precedente articolo di cucina. Per quanto riguarda invece Cascade, si tratta di un birrificio di Portland nell’Oregon, agli ordini del mastro birraio Ron Gansberg, famoso nome della scena sour statunitense e riconosciuto per le sue eccellenti Imperial Stout. Chiude la rappresentanza USA Alesmith di San Diego, California, produttore di una delle più ambite ed amate birre di tutto il mondo, la Speedway Stout; questi nomi, noti ai più, si affronteranno con due giovani emergenti di paesi oltre la cortina di ferro: i giovani gipsy di Arpus, neonato birrificio lettone del 2017, ed i più rodati ex cugini moscoviti di Zagovor, birrificio emergente ma ormai riconosciuto da qualche anno fra i pesi massimi mondiali.

Prima di procedere col sorteggio i manager dei due testimonial d’eccezione, ovvero Don Tony Escodalbar (per gli amici “The Latitant”) rappresentante birrario di Rocky Balboa, e Mirko Ramyus Pelatinsky, rappresentante di Ivan Drago, si sono salutati amichevolmente (ma anche non) sul banco di pesatura degli “atleti”.

Esauriti i dovuti convenevoli, procediamo col sorteggio, ricordando che nella prima fase non si possono incontrare birre dello stesso blocco.

Arpus DDH Citra IPA VS Alesmith Speedway Stout Vietnamese Coffe

Zagovor Milestone NEDIPA VS Great Divide Big Yeti 25th Anniversary

Arpus DDH Mosaic NEPA VS Evil Twin Aun Mas Chili Jesus

Zagovor Wall Ride NEIPA VS Cascade Cocoa Rojo

Gli scontri si svolgeranno otto gli occhi di una giuria attentamente selezionata: Marius Ierardis, noto frequentatore di locali birraioli milanesi ed appassionato di fumetti, nonché collezionista di bicchieri pregiati. Peter Rolands, celebre fotografo della FIFA, autore di alcuni degli scatti più significativi delle ultime manifestazioni sportive internazionali e amante dell’acido. Nikolay Flowerelly, veterano assaggiatore delle razioni alcoliche dei cosacchi della steppa. Mr. B, consulente e principale consumatore delle birre di BIRRAGOGO. Presiede la giuria Mr. X, faccendiere birrario appartenente all’Antico Ordine della Taverna dei Luppoli.

Inizia la sfida e si procede così ai primi assaggi, che vi raccontiamo come segue:

Il primo match vede Arpus all’attacco con una raffica agile e violenta di luppoli Citra, ma le tecniche segrete vietnamite di Alesmith hanno velocemente la meglio sull’avversario, ed il corpo maltato lettone finisce esausto al tappeto, venendo così eliminato.

La seconda sfida porta l’atleta di punta della compagine sovietica, forte del suo peso massimo, alle mani con la veterana della selezione statunitense. Nonostante l’utilizzo di tecniche di combattimento americane, il soldato del Patto di Varsavia non riesce a sconfiggere i poteri mistici Navajo che lo Yeti le scaglia contro, e finisce, dopo una dura lotta, spiezzato in due dal Mostro del Colorado.

La terza danza porta il supersoldato lettone, geneticamente modificato al Mosaic, a colpire con violenza l’atleta di Evil Twin che, al grido di “Aun Mas” provoca la collera dell’avversario. A nulla servono la piccantezza nascosta ed i tentati miracoli della Jesus, il rullo compressore dell’est porta a casa il primo risultato buono per la compagine sovietica.

Il quarto ring si riempie di aromi quando la suadente agilità dell’ultimo atleta sovietico arriva in campo. La vittoria sembrerebbe scontata per il bel concorrente russo che fronteggia la poco appariscente Cocoa Rojo, il cui colore poco rappresentativo non la fa sembrare all’altezza dello scontro, ma i trucchi da skater del primo sfidante se la devono vedere coi molti assi nel bicchiere di Cascade, e la vittoria viene assegnata ai punti agli Stati Uniti, nello stupore generale della giuria.

La prima semifinale vede protagonisti due pesi massimi del settore. Il confronto è all’ultimo sentore e si aspetta che dal fondo del bicchiere esca il vincitore. Se per la Speedway, presentatasi in una delle sue versioni più brillanti, sembrerebbe ai più scontato l’alzarsi della bandiera a scacchi, il duello con la prima versione del Prototipo BIG Yeti non è affatto da sottovalutare. Il match viene deciso dal grado alcolico e mezzo che separano i due contendenti: la famigerata Speedway deve così cedere il passaggio in finale all’imperiosa opera allenata per l’occasione da Brian Dunn.

Nella seconda semifinale, che sembrava composta più da sparring partner che da veri competitori, i poteri da semidio genetico della Mosaic sembrano prendere dapprima il sopravvento. Sono necessari tutti i mesi di allenamento in botte della Cocoa Rojo per farle riprendere il controllo del match e, grazie ai sapori di sambuco appositamente sviluppati per lo scontro, risvegliare la memoria sensoriale dei giudici – legati al sambuco da antica passione – che le assegnano la vittoria.

Il gran finale del torneo si svolge tra la Corazzata Big Yeti, che ha eliminato la sparring partner Speedway in semifinale e la tanto apprezzata Milestone ai quarti, e la cenerentola Cocoa Rojo, che match dopo match si è fatta scoprire ed ha esaltato le sue formidabili caratteristiche e peculiarità. Sarà sicuramente una sfida affascinante, tutto è pronto, i giudici hanno lucidato per l’occasione i propri recettori olfattivi e le birre si preparano ad essere spinate. Che abbia inizio la gara e che vinca la migliore!

In un primo momento la ferocia dello Yeti, che colpisce da subito con note di cioccolato, caffè, toffee e caramello, aggredisce la Cocoa Rojo chiudendola all’angolo. Ma è quando il bicchiere si scalda che la giovane sfidante sferra degli attacchi brevi ma intensi, sfoderando i suoi celebri cavalli di battaglia dati da note di cacao e di sambuco che le hanno fatto già avere la meglio negli scontri precedenti. Siamo giunti al rush finale, le due contendenti sono allo stremo delle forze, così come i giudici, che ancora appaiono indecisi sull’esito della competizione. E’ solo poco prima del suono dell’ultimo gong che la giovane avversaria sferra il suo ultimo colpo, un attacco al limite della regolarità che si rivela essere di vitale importanza per spostare gli equilibri del match: l’acidità data dal passaggio in botte tipico di una Flemish Red Ale regala un inaspettato colpo di scena prima dell’ultimo rintocco e i giudici si riuniscono per decidere chi sia il vincitore del match, chiusosi in assoluta parità nonostante i pronostici della vigilia e l’andamento dello scontro nei primi minuti di gara. Dopo svariati e ripetuti assaggi dell’una e dell’altra, arrivata ormai al culmine di una cirrosi epatica, la giuria decreta infine la vincitrice del primo Beer Challenge dedicato alla memoria di John Fitzgerald Kennedy e Nikita Chruscev: si aggiudica il premio alla carriera ad honorem la Big Yeti Imperial Stout 25th Anniversary, mentre il primo premio, la coppa di Orval insignita di anello e di trota, va alla sorprendente Cocoa Rojo by Cascade, pur avendo partecipato alla competizione come fuori-categoria.

L’organizzazione dell’evento ringrazia i giudici per la pazienza e le capacità dimostrate al banco, le pretendenti al titolo per essersi presentate in orario ed in forma smagliante, gli allenatori (alias i birrifici) per aver “allenato” al meglio le sfidanti e gli spettatori grazie e dio paganti della manifestazione, che si è conclusa senza tumefazioni, patenti ritirate e bagni nella fontana di piazzale Cadorna (soprattutto perché era senz’acqua). Non ci resta che augurarvi delle buone e sane bevute, magari insieme ad una delle nostre concorrenti, e salutarvi con un arrivederci. Alla prossima sfida!