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Virmalised, l’Aurora Boreale invecchiata in botte.

Virmalised, l’Aurora Boreale invecchiata in botte.

Quest’oggi, tanto per variare un po’, non vi parleremo delle nostre strampalate avventure legate al mondo della birra artigianale, e cercheremo invece di fare le persone serie, dandovi informazioni in modo inconsueto per noi, ma magari più utili voi…

Cogliamo quindi l’occasione per presentarvi in maniera ufficiale uno dei birrifici più amati da voi e da tutti gli appassionati del mondo craft, che ritorna nelle nostre celle e nei vostri frigoriferi in pompa magna con grandi classici, succose novità e soprattutto con quel pizzico di innovazione che li contraddistingue da ormai quasi una decade: stiamo parlando degli istrionici ragazzi del birrificio estone Põjhala.

Il birrificio nasce nel 2011 come beer firm, e diventa successivamente – acquisendo un impianto di proprietà – birrificio a produzione propria nel 2014. 

Enn Parel, Peter Keek e Grann Noormets, ai quali si aggiunge in seguito l’ex AD di Skype Estonia Tiit Paananen, sono i ragazzi fondatori della craft beer revolution estone, con sede nel quartiere di Põhjala, alle spalle del centro storico di Tallin. A seguito di un investimento iniziale pari a 475000€, nel maggio del 2014 viene inaugurato l’impianto, con una sala cottura da 12 ettolitri commissionata all’americana Premier Stainless.

A fare birre viene chiamato, insieme alla sua équipe, il giovane mastro birraio di origine scozzese Kris Pilkington (ex Brewdog), conosciuto dai ragazzi di Tallin durante una visita allo stabilimento del cane birrario per antonomasia.

La produzione, nel 2014, si attesta sui 90000 litri, composti principalmente dalle loro cinque birre core, alle quali si affiancano ben presto produzioni stagionali, occasionali, collaborazioni, beer firm e invecchiamenti in botte.

Lo slogan del birrificio diventa fin dai primi anni: “Põhjala, non solo IPA”. Infatti sono le birre scure che contribuiscono maggiormente ad affermare e a rendere famoso in tutta Europa il giovane birrificio estone: che siano Stout o Porter, meglio se Imperial, ed ancora meglio se affinate in botte. Lo stile Baltic (Porter), in particolar modo, diventa il loro cavallo di battaglia.

Nel 2015 la produzione sale fino ai 220000 litri ma, stando a dichiarazioni rilasciate all’epoca dai soci, il birrificio non riusciva a soddisfare la totalità delle richieste. Per farlo avrebbe infatti avuto bisogno di una capacità produttiva doppia.

Sempre nello stesso periodo viene aperto anche il loro locale di riferimento, nel centro della città vecchia di Tallin, chiamato “Speakeasy”. 

Nel 2018, in seguito al grande successo commerciale ottenuto in così breve tempo, grazie anche alla realizzazione di uno dei festival birrari più importanti di tutto il nord Europa, viene messo in atto il progetto di sviluppo del birrificio, che arriva ad essere pronto per l’inaugurazione nel dicembre dello stesso anno.

Il nuovo impianto, con sede nella zona storica di Tallin chiamata Port Noblesner, è incentrato sul restauro di un edificio storico del 1913, si estende su una superficie di 2500 metri quadrati ed ospita al suo interno, oltre ad una nuova sala cottura da 50 ettolitri, tini di fermentazione da 100 ettolitri, una nuova linea di imbottigliamento (che in seguito viene adattato anche per il confezionamento in lattine), il negozio di merchandising e la tap room.

Proprio quest’ultima estensione del complesso è risultata fin da subito di gran successo, proponendo un’amplissima selezione di birre provenienti da tutto il baltico ai visitatori, abbinata ad una cucina di alta qualità.

All’oggi le birre prodotte da Põhjala sono davvero tante ed estremamente varie, ma fra le nostre (e soprattutto vostre) preferite ci piace ricordare la Virmalised (IPA dai sapori di pompelmo rosa, lime, pepe nero e mango), la Kosmos (NEIPA leggera e dolciastra, di quelle che una tira l’altra) e la Uus Maailm (Session IPA fortemente filocaliforniana, luppolata con Galaxy e Mosaic), ma soprattutto i carichi pesanti come la serie “Bänger”, la serie “Cellar” e la serie “Öö”, che tanto piacciono ad alcuni nostri affezionati clienti (stiamo parlando proprio di voi: Marco, Mara & Co…). 

Se non avete mai visitato Tallin, l’Estonia e il TCBF, ora vi abbiamo dato delle buone motivazioni per fare le valigie ed andare, bere dell’ottima birra ed ammirare la culla storica delle Baltic Porter!

P.S. TCBF non è un nuovo stile di birra (tipo DDH, TDH, NewEnglandTriplePowerDryHoppedIndiaPaleAle e così via), non è un nuovo virus scandinavo e non è nemmeno un valore delle transaminasi (anche se una certa attinenza col fegato ce l’ha), ma è semplicemente l’acronimo del Tallin Craft Beer Festival, organizzato ogni maggio dallo staff del birrificio.

P.P.S. In caso voleste approfondimenti o aneddoti sulle nostre personali avventure al Festival (che per stavolta abbiamo tralasciato di rendere note al pubblico, che è meglio), contattateci pure in privato. Vedremo di raccontarvi il tutto davanti ad una buona birra!